Archivio per marzo, 2013

è giovedì,e non c’è dubbio,

off-side parte per andare a gubbio.
9 leoni sono pronti per andare vincere le 2 partite che si disputeranno alle pendici del monte ingino,solo la presenza di numerosi bar durante il percorso,rallenta l’andatura della carovana.
appena arrivati lo scenario è luminoso e profuma di calcio,i primi avversari,Baraonda, sono già sul luogo con striscioni, divise indossate e il guanto di sfida pronto.
l’inizio è in stile verdone,sposta la porta,cambia la porta,aggiusta il sette della porta,aricambia porta,gliela taglierebbi quella porta….
off-side scende in campo,metà campo per l’esattezza,pronta a giocare,la novità è che si gioca 8+1 e non ci sono i cambi per rifiatare,ma la squadra ha la mentalità giusta.
i rossi perugini scendono in campo con giacomo tra i pali,in difesa a destra riccardo,centrale angelo e a sinistra il ritorno di tommaso,a centrocampo esterni diego e dario,emiliano come play,l’attacco è composto da brunella e abdel.
breve fase di studio,poi al primo corner,tommaso pennella un traversone sul secondo palo che emiliano schiaccia in rete da due passi,passano altri 2 minuti ed emiliano raddoppia di rapina sfruttando una dormita dei biancoblu ternani,il primo tempo è un dominio di off-side,baraonda tenta velleitari tiri dalla distanza,senza mai inquadrare lo specchio della porta,letale è il contropiede dei rossi,con abdel che sigla il 3 a 0 e poi con diego che fissa il punteggio sul 4-0 alla fine del primo tempo,direttamente da calcio d’angolo.
la ripresa è tutta un’altra partita,baraonda ci crede e guidata da nannini,accorcia le distanze,segnando uno dopo l’altro tre gol e pressando off-side nella propria metà campo,a quel punto i rossi optano per un cambio tattico,emiliano va in difesa e riccardo a fare il play,scelta azzeccata,visto che riccardo fa salire la squadra,che esce dal momento di apnea difensiva e guadagna un calcio d’angolo,dalla battuta successiva,la difesa di baraonda spazza la palla che viene raccolta da emiliano in corsa,quest’ultimo(che poi sarei io..è difficile parlare di se in terza persona, senza rischiare d’incappare in momenti di schizofrenia e\o megalomania) avanza poi scocca un tiro da 25 metri che s’infila alle spalle del portiere.
è l’azione che cambia l’andamento della partita,le squadre sono lunghe e decise a vincere,le occasioni fioccano da una parte e dall’altra,si finalizzano 4 gol nei minuti finali,due per parte,prima baraonda ,poi abdel per off-side,di nuovo baraonda,ancora abdel che fissa il punteggio finale sul 7 a 5 per i rossi.
La seconda partita per off-side è contro i padroni di casa della peter pan nella consueta divisa arancionera,l’assetto per i perugini è rimasto invariato,la stanchezza si fa sentire,la temperatura tocca i livelli primaverili,ma la sete di vittoria non è ancora giunta al termine,infatti off-side gestisce bene la fase difensiva con angelo che sovrasta e anticipa,la sicurezza di giacomo  tra i pali,tommaso che fa il pendolino a sinistra,dario e riccardo al centro, uno stoico diego che si è fatto male nella partita precedente,brunella trequartista e abdel che parte dai lati per tagliare la difesa.
da un’incursione sulla sinistra di tommaso,la palla arriva abdel,che anticipa il portiere,la palla rotola lentamente verso la rete e viene messa dentro da emiliano a pochi centimetri dalla linea,troncando i tentativi di recupero degli avversari.
la reazione di peterpan è decisa e trova subito il pareggio,si riparte,si tenta di prevalere le difese con lanci lunghi e proprio da uno di questi abdel taglia la difesa e riporta in vantaggio i perugini,che consolidano la loro posizione poco dopo,con un tiro di emiliano dopo una mischia in area.finisce il primo tempo sul 3-1 per off-side.
imparata la lezione,off-side alla ripresa del gioco è compatta e non cede,peterpan comunque ci crede e non demorde,ne esce fuori una partita aperta e avvincente,condita dal gol del 4-1 di abdel merito di un grande assist in verticale di riccardo,dal 2-4 di peterpan,gol subito incolpevolmente da tommaso che nel frattempo si era scambiato di ruolo con giacomo,che nel finale dimostra di essere un bel giocatore di movimento e dopo aver preso le misure alla difesa avversaria,piazza una  palla a girare dal limite dell’area,che non lascia scampo al portiere e sigla il definitivo 5 a 2 per off-side,che guadagna 6 punti in 2 ore!
terzo tempo in un grazioso locale nei pressi del campo di gioco,dove rosati&co. ci hanno fatto abbuffare a prezzi popolari.
nel viaggio di ritorno la capolista si concede un tortuoso giro panoramico,alla scoperta delle colline,delle vallate,delle dighe,della flora,della fauna e dei muschio\lichene nelle zone adiacenti a fratticiola selvatica,con la consapevolezza  di potersi giocare la vittoria finale e con l’onore e l’onere di organizzare la prossima tappa del torneo anpis,insieme ai fraterni rivali di fuorigioco,che dovranno battere al centro sportivo bambagioni il 25 marzo.
Sir Paulla
p.s.
non avevo voglia di mettere maiuscole.
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IN ALTO LE BANDIERE E I CANTI

Pubblicato: marzo 22, 2013 in associazione, foto 2

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Questa era la frase preferita dal famoso giornalista sportivo Gianni Brera per celebrare le vittorie delle grandi squadre nelle partite importanti,  ed è così che avrei voluto intitolare l’articolo … invece per come sono andate effettivamente  le cose mi ritrovo costretto a dover aggiungere almeno un sottotitolo citando una frase nel bene o nel male molto attuale…

Siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto !?!

Beh !!! Era freddo l’altra mattina in quel di Norcia,  spazzava un gelido e ostinato vento di tramontana che ad avanzare in campo con la palla al piede o a rimaner fermi , senza trovare riparo, al bordo a dar consiglio e  sostegno alla formazione della Fuorigioco, capitanata dall’imperturbabile Paolo Orlandi, risultava un’ impresa da impavidi quasi quanto quella della mitica spedizione italiana del  ’54, guidata dall’integerrimo geologo Ardito Desio, alla conquista della vetta del K2.

Ed epicamente  i nostri si sono distinti, come ultimamente sempre più gli conviene negli appuntamenti di rilievo, in questo abbozzato torneo interregionale dove oltre alla agguerrita compagine di “Fuorigioco” in  rappresentanza del capoluogo umbro ( accompagnata  da un presidente sempre più presenzialista in pieno delirio di onnipotenza convinto che il neo Papa abbia scelto il nome in suo onore dopo essere venuto a conoscenza durante il conclave, tramite il folignate Cardinal Betori , della Chanson de Geste de  Francisco Boriosum )  erano presenti;

l’ormai mitico “ Gabbiano”  di Roma Capitale del patron Raffaeli e del mister Lo Guercio ( si scriverà così … mah!!),  organizzatore della giornata,  ma anche il solito spauracchio dei quadrangolari de nojantri ovvero la “Lahuen” di Orvieto, squadra ostica  e temutissima, del bravo allenatore in campo Paoletto, nonché una congiunta  rappresentativa della Valle Umbra (Spoleto e Foligno) e della Valnerina (Cascia), supervisionata dal dottor Bottoloni , di uno spento Cristian Mariani  compensato da una frizzante Sabrina in odor di Primavera, e per  la prima volta, almeno per noi, la “Psycho” , folcloristica ma coriacea formazione di Ascoli Piceno che ha  schierato tra le proprie fila la poco conosciuta, ma impressionante bomber, Tania, pesante  ed imprevedibile donna d’area.

Comunque bando alle ciance e atteniamoci ai fatti passando alla dettagliata cronaca delle partite della giornata:

Fuorigioco – Rappresentativa Umbra     2 – 1

Il Mister Manni esasperato dalle pressioni del suo Presidente di voler giocare a tutti i costi coraggiosamente si convince di schierare una formazione tipo non inserendolo tra i titolari, rischiando ovviamente panchina e carriera.

Difatti parte con Giacomone portierone anche dei Bullock’s tra i pali, lo statuario Angelo a destra libero di scendere con le sue instancabili sovrapposizioni e vista la prestanza di andare a colpire di testa sui corners , l’equilibrato  capitano Paolone come centrale, la tenace e  tignosa ma in fondo generosa Manuelina dai bei occhi azzurri cursore a sinistra, quindi il bello e talentuoso Cesarini regista al centro della linea mediana a costruire lucidamente a testa alta il gioco supportato a sinistra dall’ impagabile  Ragnacci uomo di spinta e dalla facile conclusione dalla distanza insieme al suo speculare incursore di destra, l’irriducibile Fabrizio che ha il compito di andare fino in fondo per crossare al centro con la licenza di  rientrare quando ne ha occasione per provare il tiro con il suo imprevedibile sinistro, tutti e tre dietro ad un funambolico Lucio schierato a mo di trequartista libero di svariare in tutta la fascia scivolando tra le fila avversarie a provocare scompiglio ed inventare passaggi in verticale per  liberare gli uomini che si inseriscono dalle retrovie o creare fantasiosi ma efficaci scambi stretti e triangoli proficui con il terminale offensivo per antonomasia, ovvero lo scaltro skater Lorenzo, consolidato opportunista attaccante sempre a ridosso della linea del fuorigioco e dell’ultimo di difesa.

La rossa selezione perugina come spesso accade per il calcio, che trascende e sintetizza metaforicamente nella disputa all’interno  del rettangolo verde le vicende della storia attuale, è in campo anche per resistere, in nome della libertà di espressione  di cui si fa vanto di esserne una  portatrice sana, alla scesa dei Lanzichenecchi, (di cui la Rappresentativa in tenuta verde ne riporta il nome sulle spalle dei propri uomini, che con aria succube e remissiva appaiono come prigionieri marchiati a fuoco), che  invadendo e sottraendo interi territori umbri hanno contribuito a restringere la proverbiale spontanea  e creativa progettualità degli operatori col rischio di disintegrare un patrimonio sedimentato e stratificato negli ultimi trent’anni, a rimarcare un radicale cambiamento dei tempi con  la conseguente  esigenza di ingegnarsi al più presto nel leggerlo ed interpretarlo molto attentamente per non perdere il passo o peggio ancora soccombergli definitivamente.

Ed  è in quest’ottica  che  dopo, una fase di lungo studio tra le due squadre, l’impavido Ragnacci, che come pochi è sensibile istintivamente ai nemici d’arme (vedi  Terni) ed ai soprusi, spacca in due la partita effettuando  il suo movimento migliore, cioè rientrare fulmineamente dalla fascia sinistra con un guizzo verso il centro lasciando partire ad incrociare la sua solita bordata da fuori aria che, splendidamente dal punto di vista balistico, si insacca nell’angolino basso alla sinistra del portiere lasciandolo attonito, immobile sulle proprie gambe. Un acrobatico e determinante gesto tanto da farlo apparire trasfigurandolo come un eroe alla stregua dei più valorosi cavalieri del basso medioevo a difesa dei confini del proprio feudo.

Però la Rappresentativa Umbra che sente fortemente oltretutto anche l’aria del derby non si arrende facilmente e confermando il suo orgoglioso valore con decisione risale la china fino a riuscire ad agguantare il pareggio sfruttando una imperdonabile disattenzione della retroguardia di Fuorigioco in una concitata e confusa situazione sottoporta.

Fortunatamente  però il freschino e la primavera alle porte riescono a ringalluzzire velocemente  i nove scesi in campo,  tanto è vero che da lì in poi  le azioni più insidiose saranno tutte di matrice perugina. Gli uomini si cercano e si trovano, il gioco non risulta affatto spezzettato ma fluido ed armonico, ovviamente il fiato non è per tutti lo stesso,  ma è netta la sensazione che la squadra è ora cresciuta ed è superiore. Il Mister è contento della caparbia ed incisiva reazione  dei suoi ragazzi.

Talmente contento che mentre assiste ad un magnifico invito in profondità suggerito da un abile scambio dei gemelli di Kaos , Lucio e Fabrizio, con quest’ultimo che si invola solitariamente verso la porta  pronto a concretizzare,  è costretto  impotente ad assistere ad un intervento scomposto ed egoista di un Ragnacci avido di gloria personale che irrompendo nel  tentativo di sostituirsi nella conclusione, disturbando irrimediabilmente il compagno, risulta determinante nel far sfumare una limpida e chiara occasione per tornare in vantaggio.

Staffetta in attacco, che si ripeterà anche nelle altre partite per gestire al meglio le risorse e le qualità dei due attaccanti di ruolo molto diversi tra loro, il”fantasista” Marco Chiucchiù  che parte sempre dalla fascia per un provato “Buitre” Lorenzo costantemente al centro dell’area di rigore.

Questo per ridare vigore ad un  reparto offensivo  un po’ sottotono e per riuscire a concludere la notevole mole di gioco imbastita da Tommaso , uomo dalla notevole tecnica individuale e dal piedino fatato nel lancio calibrato ma poco incisivo oggi a differenza di altre giornate nel tiro dalla distanza,  in collaborazione con i due polmoni della squadra dalla generosissima corsa ovvero “il maratoneta” Fabrizio e quel “bronzo di Liace” di Angelo.

Al posto di un Paolone  a corto di fiato finalmente il Presidente fa il suo debutto come centrale di difesa ( sappiamo tutti ovviamente, e non ne possiamo più in tutta sincerità,  quanto fiato in più ha il nostro veterano mezzo maratoneta grazie all’infinita preparazione che sta portando avanti da anni oramai per la utopica  100 km di corsa) entra  ovviamente per sfruttare il suo sontuoso e portentoso stacco di testa sulle palle alte nonché la sua smisurata capacità nel far ripartire l’azione senza buttar via la palla costruendo la manovra  a partire dalla propria porta.

C’è tempo anche per un Tenerini- Boy al posto di un Cyber-Lucio, che malgrado un meraviglioso tiro da lontano che si è stampato con forza sulla traversa  non è riuscito a trovare al meglio la posizione in campo stentando a carburare ed ad entrare nel vivo del gioco, quindi di un gran bel palo di quel satanasso di Ragnacci che da buon perugino anticlericale continua ad imprecare contro non uno bensì due Papi, emerito o meno, a dispetto della jella.

Tutto è comunque rimandato soltanto di qualche minuto perché  a riprova della buona condizione della squadra biancorossa di lì a poco grazie ad una strepitosa azione personale di un  Fabrizio che appare fisicamente  il più in forma, il suo percorso durante tutta le partite dell’intera  mattinata lo confermerà tanto da essere votato all’unanimità da tutti i commentatori presenti come l’ “Uomo Sky” del torneo,  la squadra dell’Associazione Fuorigioco torna meritatamente in vantaggio.

Ancora qualche buon cambio a far rifiatare coloro che hanno più speso a favore di un Simone “Roccia” medianaccio incontrista di contenimento per distruggere il gioco dell’avversario, e del sopraffino Dario “il Grande” per tenere su la palla e proteggerla con dedizione.

Al triplice fischio finale giustizia è fatta, almeno sul campo, la Rappresentativa Umbra è costretta a riconoscere di essere stata sconfitta nel derby da una caparbia formazione molto più decisa nell’imporre il proprio gioco grazie anche alla forza del proprio carattere.

Fuorigioco –  Lahuen       1 – 0

Senza ripetersi sulla formazione iniziale che risulta essere  identica a quella della prima partita, con la sola eccezione del Presidente in campo da subito ( dovevo assolutamente farlo!!!..aiutatemi!?!!?) e dell’invertita staffetta Chiucchiù-Buccherini,  questo tanto temuto incontro ha visto come protagonista assoluto a differenza della prima il risoluto e determinato Lucio.

La formazione della Lahuen che a volte appare quella di “Fuga per la vittoria” seppur con qualche defezione, sembrerebbe che il portiere titolare sia sparito nella notte e forse in quel caso si è trattato più di” Fuga da Alcatraz”( andatevi a vedere il loro sito per spiegarvi ciò), è sempre comunque una squadra di tutto rispetto.

Devo ammettere però che i nostri prodi in questa partita sono entrati proprio a regime ed a livello di gioco espresso seppur il risultato non riesce a confermarlo interamente è stata la partita più bella dove hanno dominato tranne che per qualche sporadico ed episodico contropiede.

Per gran parte dei venti minuti, durata di ogni partita, la maggior parte degli uomini di Fuorigioco è stata sempre ad impazzare nella metà campo della Lahuen, ma un Paoletto stratega allenatore-calciatore ha espresso un catenaccio d’antan (precedente come impostazione addirittura a quello del camaleontico Trappattoni tanto da risultare molto più vicino a quello di Nereo Rocco, uomo tutto d’un pezzo) così efficace da eludere costantemente tutti gli arrembaggi biancorossi. Insomma tante azioni, molti tiri, soprattutto con Tommaso, col Ragno (sempre più provato),  Fabrizio soprattutto, Lucio, Lorenzo, Marco e alcuni colpi di testa di Angelo sempre molto generoso nell’aiutare il reparto d’attacco. Ma niente, nulla, il secondo portiere contrariamente alle nostre aspettative si è dimostrato all’altezza del titolare, considerando inoltre che ha avuto dalla sua anche la cosiddetta fortuna del principiante, finché non è accaduto l’evento.

Già,  il personaggio della linea difensiva orvietana, il più ignorante in assoluto fino a quel momento, ha pensato bene di connettere male i fili ed interpretare un disimpegno di testa con un bel muro sottorete da beach volley, quindi inesorabile calcio di rigore fischiato dal “Baffo” plurititolato arbitro romano, preso in  prestito  tra gli accompagnatori del Gabbiano. Nella breve fase di preparazione all’esecuzione  Lucio come ispirato, come se avesse risposto ad una chiamata soprannaturale, indifferente a tutto il resto del mondo e contrariamente all’indecisione che serpeggiava in tutta la squadra si è impossessato del pallone, lo ha fermamente piazzato sul dischetto e con gli stessi occhi del Pupone al minuto 93° della partita con l’Australia, del geniale tecnico Guus Hiddink, valida per la qualificazione ai quarti di finale dei mondiali di Germania del 2006, dopo il fischio  ha prima guardato l’arbitro, quindi il portiere,  poi la palla e con un preciso tiro angolato a mezza altezza alla destra del portiere ha insaccato  l’1 a 0 a nostro favore innescando l’esuberante e liberatoria entrata in campo a festeggiare di tutta la panchina.

Con i calciatori di Fuorigioco paghi del risultato, seppur striminzito,  probabilmente anche per via della stanchezza che si fa sentire e dell’ostracismo esasperante degli amaranto,  la partita piano piano, dopo qualche cambio per perdere tempo e per  infittire il centrocampo a fare filtro,  scivola verso la conclusione.

Ad onor del vero va ricordato che verso la fine un gran bell’ intervento a terra d’istinto  del nostro portierone Giacomo, per importanza pari ad un goal segnato,  ha salvato il risultato.

Sta di fatto che per la prima volta Fuorigioco riesce a sconfiggere la squadra della Lahuen che si era sempre mostrata manifestamente superiore.

Altro derby, altre motivazioni e stimoli, stessa grande soddisfazione. Forza ragazzi adesso tutti a Roma.

Il Gabbiano  –  Fuorigioco   0 – 0

 

Per quella che può essere intesa,  considerati anche i risultati delle altre partite del torneo, la partita clou della giornata c’è il cambio di campo, si va ancor più in altura (circa 15/20 m di dislivello) rispetto all’altro.

Ci troviamo ad una quota abbastanza rilevante e una non adeguata preparazione all’aria rarefatta, come accadde alla nazionale italiana nel mondiale in Messico del 1970, sembra aver già decisamente inciso nei riguardi della tenuta atletica dei componenti della Fuorigioco. Infatti il campetto più in alto sembra sì  più raccolto e leggermente più piccolo ma il vento freddo si fa sentire con più decisione, le montagne innevate sono più vicine, e l’aria è più frizzante e densa.

Ragnacci sempre più  in deficit d’ossigeno, come se fosse alla fine di una escursione con le guide andine sulle rive del Lago Titicaca a 3.812 m s.l.m., non riesce a recuperare, annaspa, si piega costantemente sulle ginocchia, mugugna o parla a gesti, tanto che viene sospettata dalla panchina  una lontana somiglianza col Cassano del Real Madrid, quello che i tifosi delle Merengues allora avevano definito come “El Gordito”, e allora si pensa di posizionarlo in campo  come unica punta, praticamente a fare il centroboa in attacco, miglior termine calcisticamente parlando  in questo caso non poteva essere coniato.

Questa scelta tecnica viene  definita e condivisa da parte del Mister in collaborazione con il fidato allenatore in seconda nonché esperto visionatore Carlo Capponi (rimarrà per noi a guardarsi, ai fini della classifica finale, l’importante  partita Gabbiano-Lahuen)  sempre vicino alla squadra con le sue sprezzanti critiche ed i suoi  insindacabili giudizi,

La cosa ha un suo perché, anche se vari sono stati gli avvicendamenti per far recuperare un po’ di fiato a tutti visto che giocavamo la terza partita di seguito … ed in questo Lo Guercio ci ha visto lungo da “fijo de bona donna salvanno su madre”  ed ha cambiato i programmi in corso d’opera,  infatti misurata la nostra forza a fronte dei risultati ottenuti, pur di vincere ad ogni costo lecito o illecito il torneo,  ci ha affrontati nel momento di maggior stanchezza e deficit fisico.

A tutto ciò dobbiamo unire il cambio della terna arbitrale un pochino più ostile nei nostri riguardi e più accondiscendente con l’organizzatore della giornata ( siamo in Italia e gli arbitri soffrono le pressioni dei poteri forti),  ed un’ erbetta del campo non tagliata anzi molto alta a creare quel manto fitto e dal notevole attrito tanto caro alle squadre carioca, a cui forse “Il Gabbiano” si rifà, tutte situazioni che hanno contribuito ulteriormente ad una prova sì ben impostata e combattuta, ma dove il migliore in campo per Fuorigioco a questo giro è stato Giacomo.

Più di un suo intervento è riuscito a bloccare il risultato sullo 0 a 0, si è infatti opposto con tutta la sua grande reattività ed esperienza a diversi tiri ben calciati anche dalla distanza dai romani. Insomma l’Impero ci è arrivato addosso con tutta la sua potenza e con le poche forze a disposizione non avremmo potuto resistere più a lungo.

Questo avversario l’avessimo affrontato nella prima o seconda partita  magari sarebbe andata diversamente, ma a conti fatti il pareggio tutto sommato per l’equilibrio visto in campo è stato il risultato più giusto e conveniente per noi.

C’è da sottolineare assolutamente l’esordio di Brunella, punta di diamante, che si è mossa con disinvoltura posizionandosi a dovere.

Lei risulta il sedicesimo giocatore  a scendere in campo e la seconda donna soprattutto, infatti Fuorigioco schiera due donne tra i calciatori e una nello staff  tecnico ed anche in questo , ovvero nella quota rosa, l’Associazione sottolinea rispetto alle altre compagini un ulteriore elemento di innovazione.

Fuorigioco –  Psycho      2 – 1

Finalmente si riesce a fare una piccola sosta  prima dell’ultimo incontro con la squadra novità.

Questa vanta numeri da capogiro sulle maglie dei propri calciatori, 164, 176, 146, 92, ecc …qualcuno ritiene che rappresentino il peso di chi le indossa considerando la mole, oppure quella da cui uno partiva inizialmente prima di affrontare un progetto di perdita sostanziale di chili, non a tutti riuscita sembrerebbe.

Ascoli viene da tre sconfitte consecutive, non ha più stimoli, ma sembra comunque un animale ferito pronto a misurarsi con fierezza fino all’ultimo sangue, come l’antichissima cultura italica dei Piceni richiede, e schiera in attacco l’ancor non temutissima, ma che lo diverrà di lì a breve, Tania.

I nostri beniamini sono fisicamente ridotti all’osso, complice oltre le tre partite consecutive anche il grande freddo che ha contribuito non poco prima a far disperdere energie e poi a raffreddarli troppo velocemente durante la breve pausa.

Così risulta che la infinita Capocasa è l’unica che continua a prendere le palle di testa saltando come un grillo, tipo il giapponesino  Nagatomo,  sopra i maschioni alti e grossi, ed  insieme a Fabrizio che sale letteralmente in cattedra a dimostrazione della sua incredibile resistenza e scioltezza tecnica, trascinano tutti gli altri, Angelo e Tommaso in primis, che spronati riescono a far fronte alle ultime residue riserve energetiche ancora a disposizione, ad  andare a compiere anche quest’ ultima fatica.

L’incontro con tutti questi deficit e forse anche per via di un po’ di rilassatezza in anticipo e sottovalutazione dell’avversario, ci siamo dimenticati che due anni fa al torneo di Lecce gli “Psycho” di Ascoli arrivarono primi, è più difficoltoso di quello che ci si aspettasse.

E’ vero che un Fabrizio strepitoso riesce ad aprire subito le marcature illudendoci di dare il via a quella tanto agognata goleada importante soprattutto per la classifica avulsa.

Invece una sorta di contropiede della squadra gialla, dove purtroppo il nostro portierone incerto per via delle inesistenti linee di delimitazione dell’area di rigore rinvia di testa, anziché prendere la palla con le mani, provocando un batti e ribatti vicino alla porta, ci fa conoscere molto da vicino le impensabili prodezze di una attaccante purosangue quale la mitica Tania.

Rimaniamo difatti sconcertati nell’ammirare la leggiadria da ballerina di Broadway con cui sposta i suoi 85/90 kg e con quale classe effettua un magistrale colpo sotto a tu per tu con Giacomone, disteso a coprire  tutto lo specchio della porta, rifilandoci il goal del pareggio.

Una doccia ghiacciata incredibile che insieme al vento  freddo  e pungente paralizza tutta la squadra, ma ancora una volta il carattere arcigno e ardente  dimostrato oggi dai nostri in campo fa si che prima di deporre le armi definitivamente con un colpo d’orgoglio Fabrizio, ancora una volta ben innescato da Tommaso che riesce a sbrogliare la matassa degli inestricabili passaggi alla Barca verticalizzando rapidamente,  giunge finalmente a concludere con decisione siglando il tanto atteso e meritato 2 a1.

Da sottolineare che per tutta la partita a bordo campo una indomita Brunella ha inneggiato alla vittoria della squadra, tentando inutilmente di riscaldarsi, urlando a squarciagola “Forza Rossi !!!” con la stessa foga e tono con cui si accompagnano le gare dello slalom gigante sulle piste di sci alpino!!!!

Ovviamente quella che doveva essere una goleada si è rivelata una sofferta “striminzita” vittoria, ma comunque una vittoria, che pur portandoci in cima alla classifica finale con tre vittorie ed un pareggio con 10 punti, per via di 3 reti di scarto nella classifica fatte/subite  non ci permette di fregiarci della corona d’alloro investendoci come vincitori assoluti. Infatti pur imbattuti, pur a pari merito, pur avendoci pareggiato sarà il Gabbiano (10 punti) a risultare il vincitore finale del torneo, con la Lauhen (6 punti) classificatasi terza, la Rappresentativa Umbra (3 punti) quarta e Ascoli Piceno (0 punti) quinta ed  ultima, e pensare che …

Dobbiamo dirlo, si è masticato amaro, forse era troppa la convinzione di risultare i migliori, forse abbiamo accusato una lezione in qualche modo ingiusta,rimaniamo soddisfatti delle prestazioni senza ombra di dubbio pur essendo convinti tutti che qualche cosa è andato storto ma non per colpa nostra, ci sentiamo in qualche modo un po’ derubati della gloria che ci spettava. In fondo lo scenario della Valnerina e dei Monti Sibillini avevano già portato bene, difatti a Cascia seppur in condizioni diverse, avevamo fatto nostro il torneo, e forse oggi avevamo inizialmente respirato quell’arietta fina che tanto ritenevamo congeniale per degli ottimi risultati …  “siamo contenti Vincent… allora siamo contenti ?“…beh sì!!! Però…

Per dovere di cronaca in calce ricordiamo che il torneo interregionale si è svolto appena fuori le mura della Vetusta Nursia circondata da una meravigliosa cordigliera di alte montagne dalle cime innevate che hanno fatto da cornice all’ intera  giornata in una frizzante e tonica mattinata di Venerdì  in coda ad un orgogliosissimo inverno, per nulla convinto di lasciarsi sciogliere da una timidissima se pur dolce e avvenente primavera, all’interno di un notevole complesso sportivo con Hotel e ristorante sede di ritiri di squadre nazionali di differenti sports, anche perché dotato di  piscina coperta, palazzetto dello sport,  deliziosi campi in erba, spogliatoi bunker caldi e tutto sommato accoglienti.

Una nota di merito invece va riconosciuta assolutamente alla Sepicacchi, accompagnatrice ufficiale di Fuorigioco, alter ego al femminile dell’Associazione e probabilmente del suo Presidente,  che ha ricoperto durante tutta la giornata un ruolo fondamentale per il buon  risultato raggiunto.

Innanzitutto per il proficuo sostegno sempre carico di entusiasmo e di simpatiche sdrammatizzazioni , per il contributo  di acute analisi e valutazioni tecniche utilissime alle scelte del Coach Manni, per la vicinanza ed il calore manifestati verso tutti  i giocatori in panchina, l’allenatore in seconda Carlo,  il fotografo ufficiale Marco del Cad di Perugia, che presto vorremmo vedere in campo,  mentre infreddolita si andava riparando quando dietro ad uno e quando  dietro ad un altro.

Ora permettetemi di divagare ipotizzando che già come era accaduto questa estate  per la vittoria del torneo della vicina  Cascia, dove mentre si giocava la finale tra Fuorigioco ed il Gabbiano, un fornito gruppo di soci si era ritirato in “raccoglimento” a Roccaporena,  per una mia folle convinzione ritengo che  il  più grande contributo di Sara, ma non solo di lei visto che non è mai da sola considerando la sua attuale condizione di donna in attesa ed  in stato di grazia,  sia stato quello di essersi istintivamente e  mistericamente sintonizzata con l’energia e la potenza dei meravigliosi luoghi della Valnerina e del Parco Nazionale  dei Monti Sibillini ( non a caso  a livello paesaggistico carichi di atmosfere magiche e  pieni di leggende,  in particolar modo inerenti la Sibilla Cumana  e la sua grotta, da qui il nome del  complesso delle vette più alte dell’Appennino Umbro – Marchigiano)  sviluppando la possibilità di influire come un catalizzatore nell’ infondere protezione e carica a tutta l’allegra compagnia  per il buon esito dell’ impresa.

Va ricordato infatti che  questo singolare comprensorio, oltre ad essere stata la patria natia di importanti mistici e del monachesimo occidentale,  per tre secoli subito dopo l’anno mille è stato designato dalla locuzione “Terra Sancte Marie”, come risultato anche antropologico probabilmente  di un forte vissuto da parte della popolazione di questi territori di un contatto più diretto con la dimensione femminile del potere divino.

Dimensione che a partire dalle origini della sfera della femminilità era connessa alla notte, alla luna, all’acqua, alla vegetazione e per analogia con la  Madre Cosmica, che dopo  la scoperta dell’agricoltura si manifesta anche come Madre Terra inesausta generatrice di vita ed alimenti,  alla funzione esclusiva della donna: la maternità.

Non a caso in tutte le meravigliose chiese patrimonio del romanico umbro disseminate in questa vasta area montana e pedemontana la figura della Madonna, il cui intenso culto è anche probabilmente il risultato culturale  e religioso a partire dal culto delle grandi Madri dell’antichità classica come la frigia Rhea-Cibele , passando poi per la greca Demetra, quindi per l’equivalente  romana Cerere, etimologicamente Signora in quanto Madre dei cereali (l’alimento base della civiltà  del bacino del Mediterraneo)  e della potenza vegetativa, viene rappresentata negli affreschi con un velo bianco, la tunica rossa ed un grande mantello blu ( non ci dilunghiamo sui valori simbolici dei tre colori)  con cui ripara e protegge numerosi uomini e donne in segno di devozione.

Tornando al concreto ed al materiale dopo una bella doccia risanatrice tutta Fuorigioco si è incamminata lungo il corso di Norcia fino a giungere nella graziosa piazza centrale per addentrarsi in fila indiana all’interno del tempio più importante della città, ovvero la “Boutique del Pecoraro”,  luogo sacro dedicato alle arti supreme di questi luoghi, la norcineria e la produzione del formaggio pecorino, dove l’aruspice  Mario ci ha accolto calorosamente preparandoci  ad esempio anche due fette di pane con la pancetta stagionata e il pecorino al tartufo, consumati al tepore del sole sulle scale della Basilica al cospetto della statua di San Benedetto.

Non dimentichiamoci infatti  che Norcia è la patria natia dei  due maggiori patroni d’Europa, quello religioso e quello identitario della culturale materiale, San Benedetto e “ lu Porcu”(come si dice qui, comunque  attenzione ad invertire i termini e risultare inavvertitamente blasfemi … lungi da me),  ma anche del prezioso diamante nero dall’intenso profumo,  il Tartufo Nero, che qui raggiunge il suo apice organolettico, sublimandosi sopra ogni altro ingrediente, tanto da confermare forse di essere di origine celeste così come sostenevano gli antichi  romani,  che già ne apprezzavano  le qualità culinarie, convinti che nascesse  sotto la terra bruciata dalla caduta di un fulmine lanciato da Giove.

E dopo stì fatti … silenziosamente … colmi delle molteplici sensazioni provate … i nostri Paladini sono finalmente tornati ‘ntol nostro!!!!

 

Il Mister TIZ

 

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