Archivio per la categoria ‘anpis’

Dopo qualche anno su proposta della cara Sara riproponiamo un articolo di qualche anno fa

Approdiamo al Serena Majestic, un casermone travestito da hotel. Come bambini davanti al bancone dei gelati non resistiamo al desiderio di buttarci nella grande ed invitante piscina a quattro stelle. Apre le danze la Sepicacchi, seguita a ruota dal suo “gemello diviso in culla” Ragnacci per poi essere raggiunti alla spicciolata da tutta l’allegra e “non” compagnia. A guardare bene siamo una compagine improbabile; si parte con l’assegnazione casuale delle camere.

223: schiera un’ignara Federica, una già “gimo via” Traccucci e un’entusiasta fastidiosamente tediosa Sepicacchi.

222: fa scendere in campo Cesarini-Marco-Angelo, il silenzio degli ultimi due è ampiamente compensato da un Tommaso “prestatemi due mani per gesticolare” piede generoso della Colombella.

221:Camera a fianco due vecchie glorie calcistiche Mario e Giacomo che non possono essere separati nemmeno nel nominarli, con loro uno stanco operatore, cammina tenendosi i fianchi e sbuffando, avanza trascinando scarpe estive che hanno bisogno di calzini.

220: un numero una garanzia, la camera “alto voltaggio”, si oscilla fra il serioso Manni no-party, sagace, cinico fino al limite estremo, si diletta trascinando un corpo importante fra il letto e il buffet del self-service che non risparmia di critiche feroci e il suo compagno di camera Ragnacci, the man, la presenza, uomo-bar e sala giochi vivente del gruppo vacanze, resiste agli attacchi scomposti della sua gemella che in solo due ore dall’arrivo gli ha già procurato numerose ferite di guerra. La calma apparente del Manni e il movimento scomposto del Ragnacci non lasciano presagire nulla di buono, ma allo stesso tempo promettono interessanti sviluppi.

219: luogo colpito da alopecia che si distribuisce democraticamente fra i due occupanti. The President Boriosi, con la solita acconciatura cromata che purtroppo presenta una vistosa ammaccatura dovuta ad una colluttazione con la collega Traccucci “tetta poderosa”, divide la camera con l’anima poetica del gruppo, Amedeo “cuore” Pompili. A quest’ultimo l’aspettativa enorme per la vacanza ha purtroppo fatto compiere scelte avventate, creando in tutti i partecipanti momenti di sconforto, ma anche di enorme ilarità. Amedeo con una decisione coraggiosa si è estirpato almeno due chilogrammi di pelo direi in maniera “netta”, una linea di demarcazione fra il lecito e l’illecito, fra l’oblio e l’abbandono. Bravo buon Amedeo, distribuire sorrisi per il globo è sempre una missione stimabile anche se spesso si tratta di “sfumature”.

218: fortuna che insieme a personaggi improbabili alla compagnia fuorigioco si sono unite anche persone serie, atleti coraggiosi che vivono le sfide calcistiche con impegno e serietà. Il promettente Issam, talento naturale in un fisico atletico, leone e gazzella allo stesso tempo, già convocato per rappresentarci sul campo più grande del calcio a 11. Paolone, sguardo fermo, una certezza, il capitano, uno che ti accorgi che c’è senza che debba compiere gesti eclatanti. Fa squadra il capitano, tesse le fila tenendo tutti dentro un gioco di sguardi. Marco, indossa il cappellino di fuorigioco con orgoglio stimabile, segue le sfide degli altri come se a giocare fosse lui e concentrato attende il momento di rincorrere palloni. Simone “roccia”, generoso e disponibile, non si sottrae se si tratta di sostenere i compagni di gioco in difficoltà numerica, garbato e gentile, non nega mai un sorriso e un saluto timidamente affettuoso.

216: la camera dei “perennemente contro” , contro tutto e tutti, contro il sistema massificatore, contro corrente, lanciati a bomba contro l’ingiustizia, ultimi baluardi di un sogno vetero comunista. Olmetti e Paolinelli, come Sacco e Vanzetti, avanzano incerti per il buio corridoio alla ricerca di bevande “diaccemarmite”. Dividono la stanza con due grandi protagonisti della vacanza: Lorenzo bomber, sguardo serio e tenace, ci tiene a vincere e a fare bella figura, corre, si impegna, incanta e non solo per il gioco fantasioso, ma soprattutto per i preziosi sorrisi che ogni tanto regala ai suoi-noi sostenitori. Il 4° della 216 è Roby, un personaggio, dispensatore di saggezza, poeta dei ponti, le sue massime sono perle che lui distribuisce con generosità ai suoi operatori, ma come si dice in questi casi: “perle ai porci”.

226: Gli abitanti di questa stanza vivono ancora un periodo di assestamento causato da un’attività intensa di “russata” portata avanti con serietà da un professionista come Maurizio. La prima notte finisce con un netto risultato a favore di quest’ultimo che costringe alla fuga un Roberto disperato nel cuore della notte. Il clima a colazione è veramente teso, vistose occhiaie contraddistinguono il volto teso del Pugliese che già prova ad ipotizzare soluzioni fantasiose per la prossima notte, soluzioni che non tutte possono essere annoverate nella sfera del lecito. A distendere gli animi ci pensa uno spumeggiante Albano, il John Travolta de noaltri, non disdegna di lanciarsi in balli sfrenati nella dignitosissima balera al calar della notte.

233: tre uomini, una certezza. Riccardo “stinco fino” Mariotti, come un Altobelli dei giorni nostri, non lesina in prodezze calcistiche. Lascia tutti con il fiato sospeso dopo ogni azione, un po’ per la fantasia calcistica, un po’ perché dopo ogni sforzo fisico pare spirare. A metà vacanza verrà sostituito da un uomo di grande lavatura morale, un gigante del rettangolo verde, ciclopico esempio di correttezza sportiva, Francesco Checco Arena. Nome che forse siederà sulla panchina di fuorigioco nella prossima stagione ecco perché Amedeo Cuore Pompili si è prodigato per tutta la settimana in vergognose e alquanto esplicite azioni di “Lecchinaggio” spinto nei suoi confronti. Il compagno di camera dei suddetti, uomo che gioca dietro, a coprire, non spreca il Piero, ma generosamente si distribuisce dove serve, una piacevole certezza, come quando rimani a piedi, ma sai che ci sarà l’ultimo pullman della notte e che a casa tornerai.

224: non poteva mancare l’anima femminile della vacanza, la camera delle ladies, Giovanna, Daniela, Giulia; toni che vanno dal sussurrato all’urlato in men che non si dica, si muovono insieme, ma non disdegnano momenti in solitaria in cui si lanciano in attività volte a soddisfare passioni e desideri. Tutti gli ambulanti della spiaggia salutano affettuosamente Giulia e Federica che a fine vacanza riportano un dignitosissimo bottino di guerra. E se per ogni lady c’è sempre un sir, il signore della vacanza è senza dubbio il “conte Billi”. Te lo trovi dietro e non sai come ci sia arrivato, lo senti dal profumo di sigaro che aspira con avidità e spregiudicatezza tanto da arrivare perfino a far scattare l’allarme antincendio dell’albergo…per ben due volte. Il suo compagno di stanza, Francesco, un ragazzone con interessanti occhiali underground a cui piace guardare il gioco del pallone, ma che ancora non ha trovato il momento giusto per debuttare. Momento che invece attraversa il buon Dario, si vede il piede allenato, il tocco fine, la visione del gioco. A Montesilvano disputa partite audaci, buttandosi su tanti palloni con piglio deciso. A sostenere i compagni moralmente c’è la camera degli orsetti: Innocenti e Genepi, non tanto per la mole, ma per i momenti letargici ai quali ogni spesso si abbandonano. Abitudini vampiresche, di giorno recuperano le energie spese nelle notti brave.

Eccoci qua a condividere o a dividere con, tanto poi non è che cambia molto. Sentinelle dell’allegria ci muoviamo rumorosamente in un mondo che mal tollera il nostro essere “speciali”. Ma questa è la mia squadra e questi siamo noi, questo è un modo di porsi, questo è stare sempre e per sempre in netto fuorigioco!

 

Sara

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Ci sono partite e partite,alcune hanno più fascino, creano maggiori aspettative, altre si rivelano belle sul campo, Fuorigioco vs Baraonda ha questo tipo di premesse, in più è un derby.

Fuorigioco la squadra di casa è rimaneggiata, ma compatta, per niente spaventata dalla corazzata Baraonda creata dal Presidentissimo Nannini.
9 contro 9 in un soleggiato pomeriggio di Lidarno, presso la struttura “L’Arca Antica” che ospita le partite casalinghe di Fuorigioco.
C’è una profonda fase di studio tra le due compagini, da una parte la velocità dei ternani, dall’altra l’ordine e la disciplina dei perugini, solo a metà del primo tempo, il match si sblocca, Baraonda in vantaggio su contropiede, ma Fuorigioco risponde quasi subito, facendo terminare in parità la prima frazione di gioco.
Il copione non cambia nel secondo tempo, i padroni di casa padroni del centrocampo cercano di fare gioco con passaggi e dribbling, dall’altra parte velocità e fisicità degli ospiti, che trovano due reti,i locali non mollano e accorciano, le squadre si allungano e da una dubbia rimessa laterale esce il quarto gol per i ternani. I perugini riaccorciano di nuovo, 4a3.
il secondo tempo sembra un’odissea, emozioni a non finire su entrambi i fronti di gioco, scherzose battute tra le due panchine, altro gol per la Baraonda, mancano pochi minuti alla fine, attaccano i perugini fino a trovare un netto rigore a 2 minuti dalla fine, Sergio cerca la tripletta personale ,che si infrange sulla traversa, innescando un rapido contropiede, letale per Fuorigioco, la partita quindi termina 6a3 per la Baraonda.
Terzo tempo goduto dalle due squadre in una cornice di relax,sorrisi e auspici.
La prossima partita non potrò guidare la squadra per motivi etico-morali nei confronti della cultura pugliese, ma sono sicuro che ci sarà una buona prestazione, perché la squadra sta crescendo e offre costantemente buone prestazioni, poi so che la lascio nelle sicure mani del mio secondo Alessandro.
FORZA RAGAZZI !!!!
Pippolini n’se n’cula !!!
Sir Paulla

 

Dopo le trasferte dei raduni a Umbertide e Orvieto il torneo regionale Anpis Umbria fa tappa a Perugia, decidiamo visto il tempo bello e la possibilità di giocare a Beach Volley presso la struttura che ci ospita sempre, l’ARCA ANTICA a Lidarno.

Ci sono due defezioni dovute ad impossibilità di mezzi, anche se per la Peter Pan si vocifera che non potendo esserci la presenza del fortissimo Amedeo Atanasijević hanno preferito rinunciare piuttosto che fare una brutta figura.

Le squadre rimanenti sono Fuorigioco (padrone di casa), Baraonda di Terni, e Tartaruga di Orvieto.

Nessuno di noi aveva mai giocato a beach volley alcuni giocano scalzi altri con le scarpe da ginnastica, per cui ci siamo tutti trovati nelle stesse condizioni difficili. la prima partita è tra Fuorigioco e Baraonda. Il coach Valeria fa tanti cambi visto il numero elevato di giocatori di Fuorigioco. Riusciamo a vincere sotto un sole cocente e una sabbia infuocata 2 set a 1.

Seconda partita Baraonda e Tartaruga finisce anche questa 2 set a 1 per la Baraonda.

Infine la terza partita ambedue le squadre sono stanche e un po’ in difficoltà per il sole, dopo vari colpi di scena ed una sostanziale parità la partita finisce con la vittoria della Tartaruga per 2 set a 1.

Il tutto finisce festeggiando con un bellissimo terzo tempo con le tante persone che sono venute a vederci.

Una menzione particolare all’arbitro delle sfide nonchè tirocinante di Scienze Motorie Giusy.

 

E’ il giorno del giudizio, si perché Cuoio Capelluto in Esposizione, coadiuvato da Quasi come Mustacchio, sono decisi a farmi la festa(stavolta il pezzo è autobiografico),scontenti dei punteggi ottenuti fino ad ora e incapaci di comprendere i miglioramenti dal punto di vista del gioco di squadra e del gruppo.
Quindi c’è solo una soluzione, parlare ai ragazzi e chiedergli di dare il massimo, fare quello che si prova in allenamento e giocare da squadra, nessuna risposta verbale esce dai ragazzi, ma solo concentrazione, ci crediamo.
Partiamo leggermente contratti, poi Fantasia Klajdi la sblocca, entro in campo per spiegare i movimenti e segno pure, gli avversari non ci stanno e rispondono, ma Fantasia Klajdi da centrocampo detta le regole della partita e rimette a 2 reti la distanza .
Secondo tempo tutti in trance agonistica, non ci bastano i 3 punti, oggi ognuno sa che deve e vuole fare il massimo,Fantasia Klajdi  Pinturicchio Dario,Bufalo Moses, Bomber Mattia, Posto Giusto Ivo,Rambo di Tuono, Redivivo Tommi, Milinkovic Giammarco, Transiberiana Alin, Kaiser Marco, Sandrino lo Smazzolatore, Wilkinson Alessandro,il Poeta Nicola,Cuoio Capelluto in Esposizione Francesco e Quasi come Mustacchio Amedeo.
Il punteggio finale è il nostro nuovo record, 12 a 1,il finale come al solito è pizza e dolci per tutti,per un sereno e rifocillante terzo tempo.
Chiaramente la panchina è salva, lo sarebbe stato anche in caso di sconfitta, ma giusto per mettere le cose in chiaro, do un cioccolatino a Quasi come Mustacchio,che lo scarta e deposita in rete, cerco di far segnare anche Cuoio Capelluto in Esposizione, ma come dice il detto : “non c’è peggior scarso di chi non vuol segnare”.
E io ?
…io speriamo che me la cavo…
Sir Paulla
PS. Informo a tutti che Tommaso sta prendendo il patentino da allenatore UEFA B…. per chi vuol capire…
Francesco
La panca è salva, viva la panca. Punk Sir Paulla si rifocilla di gol e cibo e mette su uno squadrone mortale che rifila tonnellate di palle in rete ai malcapitati della peter pan, sparring partner con due innesti improbabili. C’è in gioco l’orgoglio degli ultimi. Io provo a giocare ma non mi scaldo perché le divise arrivano in ritardo, sto otto minuti in campo a passeggiare in quanto il muscolo della coscia destra mi procura piacevoli dolori. Mi diletto a vedere i miei compagnoni fare a brandelli l’avversario. Non ho mai avuto dubbi sull’operato del tanto vituperato allenatore. Non tanto sul piano tattico (secondo me Mattia va utilizzato in difesa) quanto sul piano umano, mi mancano le imitazioni del mister a fine gara. Comunque il campionato è lungo (o è quasi finito?) e l’indomani all’orizzonte scorgiamo Tropea col suo carico di partite nazionali e, spero, il torneone di ping-pong. Lunga vita a Paolone.
NC

Chi ci crede ancora , chi no, chi filosofeggia, chi ci fa sopra sofismi, chi si nasconde dietro un dito, chi prova a fare quello che può…quest’ultimo è il nostro caso.
Si avvicinava una data , una ricorrenza, dei numeri, delle leggi, per noi era il modo di portare avanti un concetto, un concetto partito quaranta anni prima, che si è evoluto\involuto con il passar del tempo e dei tempi.
Doveva essere un triangolare e si è trasformato(almeno per me in bipolare), visto che le squadre in campo le alleno entrambe.
Stiamo parlando della Partita del 9 maggio 2018 disputata tra l’Associazione Fuorigioco e i Bullocks 1983, sodalizio che già a settembre si era rinvigorito con la partecipazione a “Tutti Matti per il calcio”, disputata al centro sportivo L’Arca Antica di Lidarno, per rinnovare e rinforzare il concetto di apertura e integrazione sfruttando il calcio come catalizzatore di esseri umani.
La partita è finita in parità, ma sopratutto è finita a buio inoltrato, perché nessuno voleva smettere, e soprattutto perché Alessandro, il “mio secondo”, ha carpito tutti i segreti del mestiere e mi ha costretto a rimettere la divisa per aiutare la squadra.
Come di consueto il tutto è stato accompagnato dal terzo tempo, ci siamo ritrovati al pub ,non sazi di calcio, a vedere la partita di coppa, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso e ognuno perso dentro i fatti suoi…ma insieme.

Sir Paulla

zoppo, con l’ombrello, la giacca e i jeans mi reco, chiamato a gran voce a dar sostegno alla giornata dedicata alla 180 nel quarantesimo anno Basagliano, a sostegno dare sostegno nel triangolo poi divenuta linea intersecata di passaggi conclusi a rete di pari entità. Ricordo l’enfasi dell’allenatore nei palloni vistosi chiamare in causa all’attacco e qualche splendido gol millimetrico azzoppato. Se ne deduce un terzo tempo vorace che lascia stupefatti gli avventori e i cucinieri kaotici in un miscuglio di sensazioni innominabili di prima fascia protettissima.

NC

La trasferta più temuta(da chi soffre il mal d’auto), la trasferta più affascinante, chilometri di strada fiancheggiando fiumi, laghi, boschi, poi una lunga e tortuosa salita costeggiando innumerevoli vigneti delle famose colline orvietane, fino ad arrivare a quello che qualcuno ha definito(complice pure il tempo buio) il castello di Dracula, arroccato in cima alla collina…
Già dall’apertura del cancello, tutti i timori svaniscono,ci troviamo di fronte ad un luogo curato nei minimi dettagli, veniamo “cortesemente scortati” nei nostri alloggi…pardon…spogliatoi, poi andiamo in direzione del campo, che ricorda quelli messicani descritti da Cacucci, un vento misto pioggia ci accompagna, sembra il presagio della tempesta…i giocatori di casa sono degli uragani, corrono ovunque senza mai fermarsi, Fuorigioco sembra spaesata, infatti arrivano i 2 gol della Laohuen, ma i perugini, sembravano solo spaesati, infatti nonostante la partita in salita, non demordono, tentano di giocare a calcio come squadra e non appena i ritmi si abbassano, recuperano lo svantaggio.
Il secondo tempo sembra aprirsi sulla falsa riga del primo, però su un’innocuo pallone che sembrava terminare fuori, il portiere di Fuorigioco, valuta male la traiettoria,forse accecato dal sole( anche se i più maligni, tra i quali quello dalla testa brulla , diranno che quel giorno il sole era in vacanza e la palla sarebbe finita fuori) e la palla si insacca.
A questo punto c’è il contraccolpo psicologico,anzi diciamo che i locali si dannano come non mai, sperando di farne altri, ma il portiere dei perugini fa di tutto per farsi perdonare(ma oramai crapa nuda conia soprannomi e slogan), finisce 5 a 3 in un match più combattuto di  quanto il punteggio dica.
A fine partita tra un intervista e l’altra, affrontiamo il terzo tempo, che permette a tutti di conoscersi meglio, a vecchi amici di salutarsi e darsi appuntamento per il futuro.
Il ritorno risulta dolce
Sir Paulla

“La partita in trasferta presenta punti interrogativi grandi quanto una porta violata cinque volte tanto, per noi. L’impresa è ardua perché quelli arrivavano da tutte le parti, spinti da un tifo inverosimile. Il pubblico si è infiammato al gol capolavoro di Claidi, modello CR7, che non basta per strappare almeno un punto. La situazione classifica è contraria alla buon costume, si ipotizza uso di sostanze illecite tra i nostri avversari, subito mitigata da un terzo tempo innocuo e senza strascichi. L’ansia da prestazione ha fatto il resto, con un ritorno in patria abbastanza inverosimile nella sua calma piatta e sognante del recupero adrenalinico. Tutto sommato il panorama apprezzato era cangiante, lieve, accogliente. Non ricordo altro se non qualche urlaccio qua e là, e una fatica mostruosa.”

NC

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Quanti sono i ricordi belli nella vita di un essere umano?

Quanti di questi ricordi, sia alba che al tramonto, hanno come unica reazione sul tuo viso un sorriso che si espande,si espande e si espande?
Ognuno ricorderà i suoi,trai miei c’è Montecatini,Tutti matti x il calcio 2017.
Già dalla partenza l’emozione è salutare,il sole ci accompagna lungo il percorso,ogni volto che incrocio è carico di sorrisi.
L’arrivo pare confuso e tortuoso,ma a noi piace così, è una vita che viviamo nelle tortuosità,questa volta però si affronta con la compattezza naturale,dal pranzo alla sistemazione delle camere,al riposo pomeridiano fino alla  prima partita,dove sembriamo e siamo veramente protagonisti,poco importa se la struttura della squadra è prevalentemente offensiva mancando quasi completamente di portiere,difesa e costruttori di gioco,andiamo e sperimentiamo, è la prima volta che scendiamo in campo insieme…
Certo ,a posteriori, sperimentare contro la squadra che vincerà il torneo,affrontandola con un accecante sole in viso,risulta catastrofico ai fini del punteggio,ma la squadra reagisce bene, facendo scattare il piano mentale di riserva…la cena.
Va bene era la prima,nel dopo cena allenamento tra le vie della città, nella curiosa ricerca di qualcosa d’interessante,oltre agli edifici storici,le statue,i bar e le pizzerie,momenti squarciati da voci di artisti locali,nemmeno paragonabili alla profondità musicale di Roco. La serata finisce con stanca soddisfazione.
Neanche il tempo di posizionarsi orizzontalmente sopra il giaciglio medioevale,che da quelle parti  definiscono letto, che una pacca sulla spalla,mi ricorda il mio ruolo e mi avvisa che sono tutti giù ad aspettarmi e che tra poco dobbiamo affrontare una quasi decisiva partita.
S’incontrano di nuovo i personaggi che abitano l’albergo,impassibili,come se il tempo e la stanchezza non fossero abitudini che li riguardino,poi si parte,l’arrivo al campo questa volta è più frizzante e l’odore del campo si fa più pungente,cerco con lo sguardo un luogo dove pensare e calarmi in questa nuova realtà,un posto al di sopra di tutto e una sostanza magica che mi aiuti a trovare l’alchimia giusta, cosa che avviene senza neanche troppa fatica e si chiama : “Chiosco del Lampredotto”.
Mentre i denti affondano sul pane,la salsa verde riempe le papille gustative e la carne si scioglie in bocca preparandosi al proprio viaggio,la tattica è pronta.
Affrontiamo la seconda partita,con l’auspicio che i nostri avversari usino tattiche estreme come i loro concittadini di zemaniana cultura,niente di più sbagliato,sono stati tutti a lezione dal Trap, ciò nonostante,abbiamo trovato il nostro equilibrio,ognuno al posto giusto, ce la giochiamo con una leggera emozione che non fa tremare le gambe,ma i piedi,pochi rischi corsi dalla nostra difesa,qualche imprecisione sotto porta,ma ce la giochiamo,si sente il beep dell’orologio arbitrale,che segnala i pochi secondi rimasti,lo sguardo va a 360° ,la mente esegue il ragionamento successivo per la preparazione dei rigori,poi torna immediatamente in campo per i 10 secondi finali…di nuovo lo sguardo pronto a mandare informazioni alla mente, quello che accade,manda subito informazioni non proprio tranquille alla mente,palla che si alza a campanile,nessuno pressa il portatore di palla, che colpisce con una parte non definita degli arti inferiori,la parte giusta…la partita di calcio,si trasforma nell’ultima pallina di una partita di flipper, l’esito è scontato,la palla sbatte a destra, poi sinistra,poi sembra salire sulla rampa del bonus e invece ricade diritta in buca rendendo vani i tentativi di riprenderla.
Chiaramente un pizzico di delusione per come si è evoluta la partita,c’è,ma il piano mentale di riserva\bis è pronto…il pranzo.
Il pranzo stavolta è seguito da un rapido ritiro,un nuovo assestamento di idee,suggerimenti da Morfeo e poi via ,pronti per quella che fungerà da spartiacque tra i nostri obiettivi e la realtà.
Nuovi atleti aumentano le frecce del nostro arco ,l’imperativo è uno solo,divertirsi e dare il massimo non snaturando per nessun motivo la nostra etica,siamo un gruppo coeso e tutti giocheranno tutte le partite,nemmeno l’incidente stradale subito ci turba,avanti fino alla fine.
Gli avversari a dispetto degli 0 punti in classifica,sono ordinati,lucidi  e combattivi,c’è un velo di tensione nell’aria,la colgo tutta,la sento dentro,la scarico, vantaggio nostro,il primo gol ufficiale,con tanto di video annesso,una liberazione per tutti,ma è ancora lunga,un rigore contro segnato,ci fa capire quanto sarà dura la battaglia.
Il velo di tensione sale vertiginosamente,quando un paio di battute fuori luogo dal campo adiacente,rischiano di rovinare la situazione,in quel momento,invece di 2 squadre,ce n’era solo una ,intenta a continuare la sfida solo all’interno del rettangolo di gioco, sfida che riparte con il nostro nuovo vantaggio,ma gli avversari non mollano,non mollano nemmeno quando il nostro vantaggio diventa doppio,anzi ciò sembra caricarli,mentre noi sembriamo paghi del risultato,così subiamo il go(forse dubbio) e l’energica reazione avversaria,ma non molliamo,di piede,di testa,di cuore, portiamo a casa questo storico risultato,nessun piano mentale di riserva,si va avanti con logica ed esigenze primarie…la cena.
Le cene,nonostante le 4 portate,sembrano banchetti di matrimonio tipici dell’Italia del Sud,affrontati a temperature equatoriali con uno spirito allegro e goliardico.
così tra una canzone e l’altra ,tutte rigorosamente dedicate ai presenti e non,con intermezzi radiofonici,interviste e gli immancabili sorrisi,si va in conclusione della seconda ed ultima serata,quando qualcuno con spirito infantile,si ricorda che di Montecatini,ce ne sono due,una bassa,vista già , e una alta,dove il viaggio si affronta in funicolare novecentesca,con pendenze del 38,5%,praticamente un ascensore obliquo,il panorama e i luoghi d’altura ci saziano e ci caricano per l’ultima sfida.
Il risveglio è quello della mattina precedente,oramai sembra di essere diventati montecatinesi,vista l’intensità con la quale abbiamo vissuto questa manifestazione,l’aria è più frizzante del  solito,la rugiada fa da padrona,gli obiettivi sono stati raggiunti,l’imperativo è sempre lo stesso,la coesione pure,andiamo ad affrontare la semifinale con lo spirito giusto,anche i nostri avversari però,visto che ci puniscono all’inizio e alla fine della partita,meritando una vittoria ,che al netto dei nostri errori in attacco, risulta giusta.
Ma noi stavolta eravamo già pronti, noi sommi organizzatori di piano B, avevamo già stretto accordi con la signora del Chiosco,per un abbuffata di Lampredotto e succo d’uva locale,dimenticando il risultato sul campo e tornando a sorridere e cantare,con la bocca unta di salsa verde e i denti sporchi di pane e “ciccia”.
Manca solo la premiazione a quel punto,una piacevole formalità che abbiamo onorato con canti e balli, prima di salutare per tornare a casa,stanchi ma felici.
Sir Paulla