Archivio per la categoria ‘foto’

Altri scritti di ritorno da Pugnochiuso che pubblichiamo

Dodicesimo

Pugnochiuso è una stella che per qualche sconosciuta ragione si è specchiata nel mare e, per vedersi ancora meglio, si è avvicinata a tal punto da rimanere incastrata tra le rocce. È per questo motivo che ci è permesso di sfruttare la sua luce sia di giorno, quando il mare colora di bianco la riva ghiaiosa, che di notte, quando il teatro si illumina di spettacoli artigianali. Si ha l’impressione di vivere ogni attimo o di non viverlo mai allo stesso modo di prima e comunque di viverlo insieme, senza chiedersi il perché.
È così che deve essere perché è così che si voleva che fosse.
Ecco che un torneo di biliardino diventa scambio di esperienze, riaffiorano ricordi di tempi passati, di un mondo antico e rimpianto, una partita di calcetto uno spazio di emozioni che si concentrano ed esplodono in frammenti di senso, la gita a Peschici un quadro di Renoir in cui diventiamo le figure di rilievo, i suoni del villaggio un allegro di Mozart e il viaggio nel pulmino un implicito ritorno a casa e, per quelli che si sono mossi, verrà il tempo del ricordo. A.

Tredicesimo

L esperienza con ASD Fuorigioco al Resort di Pugnochiuso è  stata vivace ed emozionante.  Mi sono divertito moltissimo insieme a voi come ragazzi e fratelli come una famiglia uniti in tutto  nelle vittorie e sconfitte  ho imparato a vivermi la vita sempre a testa alta e con voi al mio fianco si può abbattere ogni ostacolo .  Si è  fatto pure conoscenza con altra gente molto interessante tutti molto amichevoli partecipativi sono stato benissimo  vorrei tornarci. Forza Fuorigioco alla prossima … Baciones a tutti. M.

Quattordicesimo

Vivo in vacanza da una vita!
Altre realtà moltissime facce nuove, ragazzi degli scorsi anni e tanto tanto divertimento. La vita di tutti i giorni, monotona e piena di pensieri, la vita di vacanza divertente e piena di musica!
Con le nostre imperfezioni, i nostri difetti, tanto sole e da mangiare!
La grande famiglia…Ricordi di chiacchierate alle 2 di notte… alla prossima!! G.

Quindicesimo

La gita a Pugnochiuso è stata un’occasione prima di tutto per scoprire e fare rapporti
interpersonali, quindi, con gli altri.
Abbiamo giocato 3 volte a calcetto, ed è stato bello con tutti quelli che hanno questa
passione. Mi è piaciuto molto. Ci siamo goduti il mare e anche la piscina; ci sono
stati giochi e musica vicino la piscina. Le cose che mi sono piaciute di più comunque
sono state le serate danzanti con la musica perche si ballava.
E poi mi e’ piaciuto il cabaret perche facevano ridere, comunque e’ stata
un’occasione personale per crescere e per creare legami con persone che gia’
conoscevo e nuove, Mattia di fuorigioco, Tiziano e Francesco Boriosi.
Nel mio gruppo di Tratti Komuni ho rafforzato il legame con l’ operatore Pietro e
sono stato bene con tutti e mi sono divertito.
Le cose che non mi dimentichero’ piu’ di questa vacanza e’ stata la musica fino a
tardi , il paese di Vieste, la gita in barca e la cotta che ho preso per una bella
ragazza,e comunque questa e’ una cosa personale e quindi me la tengo per me.
E’ stato bellissimo. S.

Sedicesimo

“Libera nos a malo”

– Ovunque proteggi –

“Ciò che si vive esistenzialmente è sempre enormemente
più avanzato di ciò che si vive consapevolmente.”
Pier Paolo Pasolini

Per arrivare all’Isola del Gargano si deve attraversare uno sterminato
mare di argentei ulivi con lunghissime onde di grano dorato.
Gli antichi Dauni, nascosti nella fitta macchia mediterranea o nelle
impenetrabili faggete della celtica Foresta Umbra, dall’alto dei loro altari
rocciosi, con il contributo di misterici rituali dei Druidi, controllarono per
molti secoli che la propria cultura non subisse decisive contaminazioni da
popolazioni avverse.
Quelle nordiche però quando si affacciarono riconobbero delle
somiglianze e sempre più si adoperarono per frequentare assiduamente
questi luoghi non privi d’incanto.
Longobardi in primis, ma anche Normanni , quindi Svevi, fino a giungere
in prossimità dei nostri giorni all’illuminato industriale Enrico Mattei e poi
addirittura ai Marcegaglia, siderurgici conquistatori della Serenissima
Repubblica del Leone Alato.
Costoro subirono tutti il fascino di una terra indomita come i suoi mufloni,
una sorta di fiordo mediterraneo; bianco splendente e riflettente, verde
intenso e variegato, azzurro cristallino e cangiante al mutar del cielo e del
fondale, perennemente baciato dal sole, enormemente carico di energia.
Quest’ultima mai così intensa come nella grotta dell’Angelo, cavità sacrale
dedita già in età remote al culto pagano della Grande Madre, ma anche
luogo dell’apparizione divina del simulacro cristiano di Odino, l’Arcangelo
Michele, capo guerriero delle gerarchie angeliche degli eserciti celesti che
contiene e sopprime il male, figura trasversale delle tre principali religioni

d’origine mediorientale, simbolo inossidabile ancor oggi per le genti di
questo enigmatico promontorio, ha richiamato a sé fin dall’antichità
pellegrini da ogni dove.
Nei secoli giungevano sempre più numerosi, soprattutto dall’estremo
nord, percorrendo la Via Sacra Langobardorum, così come la Francigena,
attratti dalla potenza ctonia e tellurica dell’antro, abitato nelle sue viscere
da un bestiario medievale orripilante schiacciato dall’angelico
Combattente vittorioso, per ripulire le proprie scorie malefiche e malsane
e purificandosi invocare protezione, intercessione e benedizioni salvifiche
secondo i canoni del culto micaelico.
Ne subirono il fascino anche i misteriosi Cavalieri Templari, che ne fecero
tappa obbligata per gli adepti prima di ogni spedizione in Terra Santa .
Anche Giorgio Castriota, detto Scanderberg, strenuo paladino cristiano in
terra illirica, eroe e mito nazionale del dirimpettaio “Paese delle Aquile”,
si raccomandò all’Arcangelo e alle sovvenzioni papali per respingere le
infedeli orde ottomane.
Perfino emblematiche figure santificate, autentiche e veraci, ma non per
questo, in quanto umane, esenti da “tentazioni”, come quelle di
Francesco d’Assisi e Padre Pio da Pietralcina, manifestarono fervente
devozione alla sacralità della grotta.
Quindi noi, piccolo drappello della Fuorigioco , racchiusi con gli altri nella
splendida Baia di Pugnochiuso, muovendoci di soppiatto alle prime luci
dell’alba del secondo giorno, come una stuola di Corsari contemporanei
alla ricerca della mitica Panacea, andando in pellegrinaggio a Monte
Sant’Angelo abbiamo accolto il richiamo ancestrale dello speco, forse
anche a nome di tutti i compagni di viaggio, estremamente sensibili a “le
mal de vivre”.
Lassù sulla cima del promontorio e laggiù nella profondità caveosa,
abbiamo impetrato, ognuno a proprio modo, la nostra personale
invocazione unitasi poi una volta in superficie, al cospetto del volo di un
falco messaggero, in una comune e aggiornata litania, una sorta di neo

“Libera nos a malo”, alla stregua di Ligabue.
https://youtu.be/NpVcuUHJTEw

Scendendo poi vorticosamente verso il nostro golfo, purificati e carichi di
spiritualità, ma anche di sfiziosi taralli, scaldatelli e friselle di ogni sorta,
abbiamo sentito subitanea la necessità di immergerci nelle acque
cristalline e fresche di uno straordinario mare, recuperando una deliziosa
sensazione di leggerezza, non solo corporea, in piena atmosfera
mediterranea simile a quella felicemente decantata da Mango
https://youtu.be/sIrdb8d3sZE

Quindi nei giorni a seguire intense, condivise, spasmodiche, partecipate
partite di calcio e di pallavolo, ma anche concentrati tiri con l’arco,
rigeneranti nuotate nel mare, ricaricanti abbronzature in piscina,
ossigenanti passeggiate, calorose colazioni e pause caffè con sigaretta,
piacevoli ascolti musicali, saporite mangiate, profonde dormite,
benauguranti sogni … incubi terribili, ossessioni intossicanti, depressioni
caspiche, paranoie perseguitanti, deliri psicotici, voci disturbanti,
nostalgie avvinghianti, pianti a dirotto … sorrisi confortanti, sguardi
empatici, chiacchierate incoraggianti, colloqui decisi e sostenuti , azioni
condivise e solidali, cene piacevoli e conviviali , desideri confessati,
affettuosi saluti, energici abbracci, calorosi baci, amichevoli uscite in
compagnia e soprattutto liberatori balli movimentati e felicemente
partecipati, come invita Caparezza a fare in Puglia.
https://youtu.be/EDCHk6JhFzQ

La sera che andammo, Vieste, ci apparve come sospesa nel tempo e nello
spazio, incastrata nei quattro elementi fondamentali; il mare limpido, il
vento perenne, la roccia carsica e lo spettacolo pirotecnico per la Festa di
Sant’Antonio.
La processione rituale per le tentacolari viuzze della città vecchia, la
musica scaccia tristezza della banda da giro nelle piazzette festose, la
visione sconvolgente dei fuochi d’artificio al porticciolo, tutto per
scongiurare, per ogni povero Cristo, grazie all’intercessione del Santo, le
“vecchie e soprattutto nuove tentazioni ”, per resistere più a lungo nella

preoccupante epoca della chiusura dei molteplici “porti di accoglienza
umanitaria”, come rammenta Vinicio Capossela
https://youtu.be/IJMNgoyerak

Questa surreale perla del Meridione è però ulteriolmente intrisa di un
languido decadente romanticismo, lo si respira decisamente al cospetto
dell’emblematico monolitico sperone in riva al mare ascoltando magari la
struggente leggenda che lo interessa; quella di “ Cristalda e Pizzomunno ”
che ben ha raccontato in musica Max Gazzè.
https://youtu.be/hdOw1na3m4c

La magia del Sud in una notte d’inizio estate nella suggestiva cittadina
garganica è data, all’interno di un teatro sul mare e sotto lo sguardo
imponente del faro che di notte tutto orienta e tutti guida, da una intensa
ed estenuante esecuzione del ballo popolare italiano più etnicamente
curativo per antonomasia, la “Pizzica” – tanto cara al maestro Ernesto de
Martino, che concepì per primo forse quanto è stata ed è fondamentale
per questa terra che volge a levante il ritmo, il canto, la musica – , da parte
di una “tarantolata” e appassionata interprete.
“Lu rusciu te lu mare”

https://youtu.be/0jryWN38HfQ

Magica è stata anche la scoperta del laboratorio segreto all’interno della
bottega artistica di un fervido e resistente scultore radicato nella storia
millenaria dei suoi luoghi, innamorato e rapito anch’egli dalla sensualità
della roccia calcarea garganica, magico è stato l’inaspettato dono da parte
di una gioiosa bambina della “Conchiglia del Pellegrino” al funambolico
mercatino malacologico allestito in strada da stravaganti, spassose e
intraprendenti ragazzine.
Poi l’ultimo grande botto, quello che annuncia la fine della Festa , dove
allo svanire dello scintillio dell’ultima scia luminosa in cielo, di riflesso nel
mare, c’è un un tempo indefinito di silenzio quando, seppur estasiati con
gli occhi ancora colmi di meraviglia rivolti ora alla profondità della volta
celeste finemente stellata, affiora in modalità indeterminata una lieve,
filosofica, riflessione :

“Eppure manca qualcosa …
non so bene cosa …
ma qualcosa manca !”

“Ovunque proteggi” https://youtu.be/K5OWyBUvlZc

T. M.

Quindicesimo

Insieme ad alcuni miei amici sono andato in vacanza in un villaggio turistico, che si trova vicino al mare in una località all’inizio della Puglia. Li avevamo camere da letto con la TV.

La mattina mangiavamo la colazione e poi alle 13 ed alle 19.30 c’erano il pranzo e la cena: C’erano varie attività sportive: calcetto, pallavolo, tiro con l’arco e partita a bocce, in un piccolo pallaio.

Nel villaggio turistico si poteva andare a fare il bagno in una piscina oppure si poteva andare a fare il bagno al mare con la spiaggia e gli ombrelloni. Siamo andati con il pulmino anche a Peschici che si trova dopo Vieste. Qui siamo andati in pizzeria ed abbiamo anche visto uno spettacolo con bambini che ballavano in un piccolo palco. Una sera siamo anche andati a mangiare il gelato. C’era anche un complesso musicale all’interno del villaggio e anche un bar o due.

Per finire posso anche dire di aver fatto un piccolo torneo di biliardino e di aver perso al terzo turno cioè in semifinale. M.

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Ogni anno di ritorno dalla vacanza chiediamo alle persone che sono state in vacanza le impressioni che ha suscitato la stessa con la massima libertà.

Le prime persone che ci hanno risposto hanno prodotto questo. Penso ne arriveranno altre.

Primo

E’ stata una settimana  molto intensa, bellissimo posto, gente accogliente, mare stupendo, posti incantevoli, sopratutto per essere stata la prima volta un’esperienza da rifare. Posto meraviglioso e anche interessante per tutto quello che ho fatto e stato fatto. Grazie a tutti per questa bellissima vacanza, solo un po’ di rancore per non aver segnato un rigore ma va bene uguale. Grazie Francesco, grazie Alberto e grazie a tutti voi che mi avete dato la possibilità. Grazie di Cuore ragazzi. Baci da M……

Secondo

Quest’anno la consueta vacanza Sottosopra si è svolta al resort Pugnochiuso, voluto negli anni ’50 da Enrico Mattei. La costa offre possenti rocce calcaree e grotte che scavano nel buio. La natura si manifesta negli alberi che crescono a strapiombo sulle pareti rocciose e l’aria è decisamente pulita. Per la prima volta, da quando partecipo, mi sono esibito in pubblico leggendo la mia Favola del fuoco. Una volta a Vieste, la seconda al resort. Impressionanti gli applausi, l’esercizio era di rimaner calmo. Ora, concludo dicendo che l’umanità incontrata in questa settimana me la porterò dentro tutta l’estate, e oltre.
In particolare, col senno del poi, mi soffermerei sull’offerta al pubblico della tarantolata. La ragazza biancovestita si stende sul lenzuolo e comincia a vibrare in modo epilettico. La sua malattia è la nostra, esorcizzandola. N.

Terzo

Mi è piaciuta molto la discoteca, sono stato molto bene, Mi è rimasto impresso le caverne (ndr grotte), e i posti che abbiamo visitato. G.

Quarto

La nostra vacanza pugliese di quest’anno è stata molto bella ed interessante. Il complesso alberghiero era tutto situato in una baia immerso in una grande piscina olimpionica di acqua salata al centro. Il mare era molto bello seppur abbastanza freddo e profondo, comunque sempre limpido e splendente. La spiaggia era carina non gigantesca ma comunque ben messa sulla baia. S.

Quinto

Le mie vacanze a Pugnochiuso sono andate molto bene, Hotel bellissimo con piscina e si mangiava divinamente, peccato che questa settimana è volata. Nella settimana di vacanza ho fatto anche molte attività come la gara di biliardino, gara di bocce e gara di briscola, anche se queste gare sono andate male mi sono divertito tantissimo. Penso che anche il prossimo anno andrò in vacanza con Fuorigioco. L.

Sesto

Ricetta del benessere
Prendi un paesaggio mozzafiato, unisci un albergo di prima categoria e del buon cibo a volontà.
Mescola poi persone di varia provenienza, aggiungi giochi in quantità con un pizzico di competizione, poi immergi il tutto in acqua di mare e, una volta asciugato, rosolare sul lettino al sole quanto basta.
Lascia riposare più e più ore, all’occorrenza aggiungi la lettura di un buon libro.
Per finire abbinare una bottiglia di allegria, rigorosamente da condividere, e una sigaretta che non può mai mancare…
La vacanza a Pugnochiuso è servita! A.

Settimo

Pugnochiuso ha impressionato in me l’immagine di Mattia che nella serata conclusiva alza la mano serrata al cielo dopo aver parlato a nome di tutte/i noi del valore che questa esperienza ha rappresentato. Pugnochiuso è quella mano serrata dei colori dell’arcobaleno che per una settimana ci ha unite/i nel gruppo WA , un arcobaleno è proprio qualcosa che stabilisce legami, che connette attraverso la bellezza punti distanti, che fa da ponte, un’immagine effimera che tuttavia genera emozioni che risuonano nel corpo modificandolo…emozioni con-crete, di una sostanza tangibile.

Questo è stata  dal mio e dal nostro punto di vista il soggiorno in questo bellissimo angolo di mondo, un’esperienza che ha creato legami colorati, che ha suscitato in noi meraviglia, che ci ha tenute/i insieme in questa dimensione tanto effimera quanto concreta che ci ha fatto sperimentare la forza e la bellezza che la diversità/unicità di ognuna/o di noi può creare nell’unione.

Giovanna si è goduta la vacanza tra la pineta e il mare grazie anche “al nostro gruppo che è stato così unito e solidale”.

Cinzia “sono stata bene”…Giuseppina si è goduta la piscina “mi piace andare in vacanza e stare in mezzo a tanta gente”.

Daniela ama scoprire nuovi luoghi, le nuove esperienze e la curiosità di catturare dentro di sé orizzonti diversi le fanno sospendere i pensieri che la legano nel suo guscio “apprezzo particolarmente le visite organizzate che mi fanno conoscere posti diversi, quando sono in vacanza vorrei vedere il più possibile”.

Dario è entrato nella bolla step to step “sono stato molto bene e più passavano le giornate più mi sentivo di volerne passare altre ancora”.

Roberto dice di avere “lasciato a Pugnochiuso un pezzo di “cuore”…e l’ultimo neurone”, tanta fatica  ma ben ripagata dall’esperienza.

Tante sono le immagini fermate che questa esperienza ci ha regalato, immagini che nutrono il desiderio di vedere questa bolla circoscritta che troppo presto scompare, allargarsi nel tempo e nello spazio.

Ottavo

Un po’ come quando siamo scesi silenziosi a Pugnochiuso. Un po’ come le parole dette durante il saluto finale da tutti, da tutti gli abitanti di un unico mare.

Un pensiero romantico senza licenza poetica.

Silenzioso il fiume scende dalla montagna, attraversa il bosco.

Di piante, fiori e abitanti l’anima raccoglie.

Altri fiumi attraversano la loro storia,

morendo si tuffano in nuova vita.

Ognuno con le sue radici e il suo tempo.

Danzano insieme nel balletto delle onde,

e rinascono mare.

Un solo unico grande infinito  mare.     MDF

Nono

Sono contento perché ho avuto occasione di andare e stare in vacanza con persone speciali, con le quali ho condiviso esperienze particolari di gioco e svago. Sono rimasto dunque soddisfatto anche del posto in cui ci trovavamo ed il modo con cui sono state gestite le cose, soprattutto perché alla lunga possiamo migliorare nell’ organizzazione di questo spazio collettivo e funzionale. Spero che il nostro impegno sia stato profuso per aiutare ed agevolare le persone che hanno bisogno della compagnia degli altri per poi favorire esperienze. E.

Decimo

Questa vacanza è stata bella. Per la prima volta ho tirato con l’arco ed ho fatto centro anche se guardavo dietro le spalle. Abbiamo visto il muflone che correva forte e poi è saltato sopra il muro. Ho ballato bene con tante persone, non volevo ballare perché mi vergognavo e perché non avevo mai ballato in vita mia. Poi però insieme a Mauro e Tiziano ho ballato tanto. Mi è piaciuta tanto la chiesa di San Michele ed ho pregato. Sono stato contento quando sono tornato. S.

Undicesimo

Durante il viaggio non vedevo l’ora di arrivare mi è piaciuto l’Abruzzo con le montagne innevate il mese di giugno, quel caldo torrido e quel mare lungo il viaggio. Io il mare lo avevo visto solo in un’occasione diversa e più brutta ma questa per me è stata come una rinascita. Durante il soggiorno non sono stato sempre bene che mi capitavano brutti pensieri ma poi abbiamo vinto 3 partite su tre e sono salito alla premiazione anche se sentivo la nostalgia di Casa Colonica. Mi sono divertito tantissimo a ballare perché non avevo mai ballato. Ho fatto il ballo del gorilla ed anche altri facevano il ballo del gorilla. Non vedevo l’ora di ritornare. Ci tornerei volentieri perché mi divertirei di più. Grazie a tutti quelli che mi sono venuti incontro. C.

Fuorigioco – Lahouen 1-2

giornata calda in quel di Lidarno,si torna in campo dopo essersi duramente allenati, gli avversari sono da temere, le voci su di loro fanno pensare ad una disfatta già in partenza, giunge quindi il momento di liberare mentalmente la squadra e di concentrarsi verso la partita, giocano in 9 loro, giochiamo in 9 noi.
Una volta sistemati i dettagli, si inizia a giocare, la partita assume toni contratti con connotazioni di studio da ambo le parti, pochi sbilanciamenti, palla giocata prevalentemente nella zona centrale del campo, da una parte gli ospiti in maglia viola, atleticamente prestanti, corrono a coprire i buchi e cercare pertugi, dall’altra un collettivo in maglia rossa che tenta di suonare uno spartito che ha imparato in questi mesi di impegno costante, si va avanti così con pochi rischi, fino a metà del primo tempo, quando gli ospiti passano in vantaggio con un tiro deviato che beffa il sempre attento portiere dei locali di Fuorigioco, i perugini non si perdono d’animo e continuano a tessere trame che vengono disfatte con sempre maggior difficoltà dagli avversari, che iniziano a lasciar filtrare le offensive dei locali, potendo contare su un portiere stratosferico, che dimostra tutta la sua abilità e la sua esperienza passata in categorie superiori.
Dopo un primo tempo di ritmi elevati, inizia pure il secondo, con Fuorigioco che spinge sull’ accelleratore e la Lahouen che si difende con caparbietà facendo affidamento sui miracoli del proprio portiere e ripartendo in contropiede, proprio da uno di questi contropiedi nasce il raddoppio dei giocatori orvietani, con un lungo lancio verso sinistra ed una palla colpita al volo in modo sporco che si infila di nuovo beffardamente alle spalle del portiere perugino.
La reazione di Fuorigioco è furiosa ed ordinata, costringono gli avversari a restare a difesa del fortino e del vantaggio, collezionando occasioni ed angoli, proprio da un corner ben battuto Sergio di testa batte il portiere con un pallonetto millimetrico, partita riaperta a pochi minuti dalla fine del secondo tempo, Fuorigioco sempre in proiezione offensiva, ma non basta.
Questa volta ci sono 2 terzi tempi, il primo in campo, dove i rossi locali attaccano senza sosta per tutto il tempo, ma sbattono purtroppo sulla saracinesca levata dal portiere avversario, non bastano nemmeno i 2 rigori netti, accordati dal direttore di gara, infatti il primo si infrange sul palo, mentre il secondo viene intuito e bloccato dal portiere della Lahouen in versione superman.
Ai perugini resta il ricordo di una partita giocata da squadra, delle tante occasioni create e del secondo terzo tempo che addolcirà l’amaro in bocca per non aver fatto punti in una partita che li ha visti dominare per gran parte dell’incontro.
Terzo tempo in grande stile con un ricco buffet di salati e soprattutto di dolci, dalla ciaramicola ai semifreddi, per suggellare una bella giornata di sport.
Sir Paulla

Terza partita di campionato per i biancorossi perugini alla ricerca della loro prima vittoria in campionato, questa volta gli ospiti sono la Tartaruga di Orvieto.

Gli avversari sono contati e quindi si opta per dei prestiti di buon livello da parte di Fuorigioco per poter competere ad armi pari, si gioca quindi 9 contro 9.
La giornata si presta ad un piacevole evento sportivo, la battaglia inizia con una prima fase di studio poi fuorigioco prende il sopravvento iniziando a spingere sulle fasce e da un cross nasce la prima rete, di opportunismo da parte del Bomber Farabbi, è tutto in discesa per i perugini, persino il Presidente Boriosi si concede una cavalcata offensiva con tanto di tiro in porta che sarebbe finito in fallo laterale se non fosse che il difensore avversario per spazzare metta la palla nella propria porta.
il primo tempo si conclude con Fuorigioco che attacca alla ricerca del gol con continuità.
Il secondo tempo parte subito bene per i perugini, la bordata di Agu porta a 3 le reti di vantaggio, a quel punto ritmi e concentrazione si abbassano, la Tartaruga trova il gol che potrebbe riaprire la partita, ma Fuorigioco continua a macinare gioco permettendo a Mister Serpolla , oggi nelle vesti di giocatore, di segnare il suo gol annuale e portare il punteggio sul 4a1, che sarà poi il punteggio finale.
A fine partita tutti a ristorarsi durante un terzo tempo con un ricco buffet.
Sir Paulla

Seconda giornata di campionato, ancora un derby per i perugini della Fuorigioco, questa volta all’esordio tra le mura domestiche, c’è la Baraonda di Terni, formazione favorita per la vittoria finale, squadra composta di atletismo e forti individualità.

I biancorossi sono leggermente rimaneggiati, ma il gruppo è coeso e la partita di cartello stimola la prestazione.
Si inizia con una fase di studio, interrotta dal gol di Fuorigioco, che si porta meritatamente in vantaggio, la risposta dei ternani non si fa attendere, infatti con un paio di contropiedi pareggia e ribalta il risultato, sembra che l’epilogo sia scritto, ma a fine primo tempo c’è il pareggio perugino.
Dopo una salutare pausa, visti i ritmi elevati, inizia il secondo tempo, all’insegna della pioggia, ciò non ferma Fuorigioco che attacca e difende con continuità, venendo fermata solo dal portiere avversario in veste felina.
Le leggi non scritte del calcio, si dimostrano implacabili anche quest’oggi e basta un attimo di distrazione, il tempo di capire dov’è finita la palla , che Baraonda cinica va in vantaggio, Fuorigioco nonostante i pochi minuti rimasti tenta di trovare il pareggio, ma prima l’estremo difensore ternano, poi 3 contropiedi micidiali portano il punteggio sul 6 a 2 per la squadra guidata dal presidente Nannini, risultato amaro ed ingiusto per i perugini, autori di una grande prestazione.
A fine partita il consueto terzo tempo , tra cibo, bevande e chiacchiere a suggellare una bella pagina di sport.
Sir Paulla

Prima partita della stagione, iniziamo subito con il Derby contro la Peter Pan, in casa loro ad Umbertide.

L’emozione è tanta, ci sono degli esordi assoluti e questo si fa notare nelle prime battute di gara, gli avversari sono ben organizzati e ci mettono in difficoltà, trovando il gol del vantaggio in modo fortunoso, ma Fuorigioco non molla e riesce a trovare il pareggio con un azione corale.
Il primo tempo va avanti con Peter Pan in avanti e Fuorigioco che riparte, il risultato si ferma sul 5a2.
Nell’intervallo Peter Pan cambia il portiere, sostituzione che risulterà fondamentale ai fini del risultato, perché nel secondo tempo la musica cambia e Fuorigioco attacca ferocemente, trovando nel portiere avversario un baluardo quasi insormontabile, che intercetta una gran parte delle conclusioni, dall’altra parte Peter Pan è cinico e appena può sfrutta infila in contropiede i perugini, la partita sale di tono, Fuorigioco ci crede e arriva più volte a sfiorare il pareggio,ma continua a sbattere sull’estremo difensore avversario.
Il risultato finale è uno spettacolare 7a6 per gli azzurri tifernati, con rammarico di Fuorigioco, che ha disputato una prestazione eccellente nel secondo tempo .
Si conclude con il terzo tempo la giornata iniziale del campionato, che lascia i 3 punti alla compagine di Umbertide e a Fuorigioco la sensazione di aver a disposizione un bel gruppo per il proseguo della stagione.
Sir Paulla

Ci sono partite e partite,alcune hanno più fascino, creano maggiori aspettative, altre si rivelano belle sul campo, Fuorigioco vs Baraonda ha questo tipo di premesse, in più è un derby.

Fuorigioco la squadra di casa è rimaneggiata, ma compatta, per niente spaventata dalla corazzata Baraonda creata dal Presidentissimo Nannini.
9 contro 9 in un soleggiato pomeriggio di Lidarno, presso la struttura “L’Arca Antica” che ospita le partite casalinghe di Fuorigioco.
C’è una profonda fase di studio tra le due compagini, da una parte la velocità dei ternani, dall’altra l’ordine e la disciplina dei perugini, solo a metà del primo tempo, il match si sblocca, Baraonda in vantaggio su contropiede, ma Fuorigioco risponde quasi subito, facendo terminare in parità la prima frazione di gioco.
Il copione non cambia nel secondo tempo, i padroni di casa padroni del centrocampo cercano di fare gioco con passaggi e dribbling, dall’altra parte velocità e fisicità degli ospiti, che trovano due reti,i locali non mollano e accorciano, le squadre si allungano e da una dubbia rimessa laterale esce il quarto gol per i ternani. I perugini riaccorciano di nuovo, 4a3.
il secondo tempo sembra un’odissea, emozioni a non finire su entrambi i fronti di gioco, scherzose battute tra le due panchine, altro gol per la Baraonda, mancano pochi minuti alla fine, attaccano i perugini fino a trovare un netto rigore a 2 minuti dalla fine, Sergio cerca la tripletta personale ,che si infrange sulla traversa, innescando un rapido contropiede, letale per Fuorigioco, la partita quindi termina 6a3 per la Baraonda.
Terzo tempo goduto dalle due squadre in una cornice di relax,sorrisi e auspici.
La prossima partita non potrò guidare la squadra per motivi etico-morali nei confronti della cultura pugliese, ma sono sicuro che ci sarà una buona prestazione, perché la squadra sta crescendo e offre costantemente buone prestazioni, poi so che la lascio nelle sicure mani del mio secondo Alessandro.
FORZA RAGAZZI !!!!
Pippolini n’se n’cula !!!
Sir Paulla